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Bio

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Mi chiamo Umberto Floriani, e vorrei raccontarvi la mia storia, di come ho realizzato il mio sogno.

La prima parte della mia vita l’ho trascorsa nel campo della ristorazione.

I miei genitori possedevano una trattoria/pizzeria.

Ho quindi frequentato una scuola alberghiera, fino a gestire, insieme alla mia famiglia, l’attività di familiare a Milano, nella zona Università Cattolica.

In quel periodo (1996), volevo far personalizzare le polo che indossavamo nel locale, con il logo “taverna 400” .

Ma i ricamatori interpellati non lo facevano per quantità inferiori a 50/100 pezzi, il che era frustrante per dei piccoli imprenditori, come eravamo noi.

Ma niente arriva per caso…

Quell’estate andai in vacanza con un gruppo di amici negli States, ad Orlando. E lì, in un centro commerciale, vidi un uomo anziano, con un portatile e una macchina ricamatrice.

Faceva scegliere ai clienti da un libro un disegno, e quindi lo ricamava direttamente su una maglietta o un capellino.

Fui folgorato.

Quello che in Italia non era possibile fare, qui lo facevano in un chiosco in un centro commerciale: ricamare un singolo pezzo!

Decisi di portare quella macchina in Italia e trasformarla nella mia futura attività.

Passai il resto delle vacanze in quel centro commerciale, tra gli insulti degli amici, e le occhiate preoccupate del ricamatore che non capiva tutto il mio interesse, per capire che tipo di macchinario fosse, e il software necessario.

Volevo tornare in Italia con tutte le informazioni per poter intraprendere anch’io quell’attività, che soddisfaceva anche le singole richieste, e non solo quelle  in quantità esagerate.

Appena rientrato, comunicai alla mia famiglia che avevo trovato il lavoro che avrei fatto nel mio futuro. Inizialmente tutti mi diedero del pazzo, tentando di dissuadermi dal mio progetto.

Io continuai imperterrito nella mia ricerca: dove poter acquistare la mia prima macchina ricamatrice, il software, il libro dei ricami.

Inizia a frequentare tutte le fiere di settore del tessile, un mondo nuovo per me. E dopo circa sei mesi, nel 1997, acquistai, con l’aiuto dei miei genitori che si erano finalmente convinti, e che non smetterò mai di ringraziare, la mia prima ricamatrice: una Toyota a 9 colori con software annesso.

Il dramma che le istruzioni erano scritto in tedesco, quindi una nuova sfida per me, che però superai brillantemente.

Sono particolarmente grato a mio padre, nel frattempo andato in pensione, che decise di aiutarmi, contagiato dal mio entusiasmo, in questa nuova avventura.

Iniziammo a frequentare con un gazebo vari autodromi in Italia: Imola, Mugello, Vallelunga, Monza.

E poi Kartodromi, Fiere….

Nel 1999 acquistai un altra ricamatrice ed il camion laboratorio, fino ad arrivare ad oggi: ho un laboratorio in provincia di Bergamo, e  posseggo sei ricamatrici.

La scelta del nome è mia, ma il logo lo hanno scelto i miei due nipotini,  Alice e Federico, all’epoca di sei  e due anni. Misi loro davanti tre disegni, e dissi loro di scegliere il più bello.

Loro contemporaneamente indicarono quello che poi diventò il logo ufficiale di telodoioilricamo: il mitico vortice.

Un particolare ringraziamento va alla mia famiglia ed a mia moglie Marina, che mi hanno sempre appoggiato, e soprattutto,  creduto in me e nel mio progetto.

A distanza di molti anni, la mia passione per questo lavoro continua a  crescere.

Una piccola curiosità: nelle mie ricerche, scoprii che in California vive una famiglia con il mio stesso cognome, Floriani, che è da sei generazioni fa ricami. Forse era stato un segno del destino?

Sicuramente la mia è stata una scommessa vinta!